giovedì 26 aprile 2007

I VEGETARIANI

Ultimamente ho avuto una discussione con una mia amica vegetariana che ha cominciato con la solita solfa sui poveri animali che vengono ammazzati, la rabbia che "si attacca alle loro carni quando vengono uccisi" (!!) etc.
Ma io dico: non soffrono anche i vegetali quando ve li magnate? precisi studi scientifici attestano il dolore provato dalle piante e perfino sensazioni simili alla paura o il terrore quando li si accosta per raccoglierli.
E poi, non è un gesto naturale magnarsi un bovino? Il leone della savana non si mangia le gazzelle? cosa si dovrebbe dire al leone della savana, non ti mangiare le gazzelle perché non sei naturale? quello si mangia pure te, nel momento stesso in cui sollevi la questione. Al massimo, la natura ci insegna a non essere cannibali, infatti il leone non si mangia il leone.
Comunque, i vegetariani possono/vogliono rispondermi? (mi aspetto anche risposte tipo: la carne fa venire il cancro e causa impotenza e sinusite, infatti il leone sta sempre raffreddato).



lunedì 23 aprile 2007

RICORDATI DI SANTIFICARE IL 25 APRILE

Fra un po' ci sarà la ricorrenza del 25 aprile. Ed effettivamente devo ammettere che è vero, sì. Il 25 aprile ricorre ogni anno. E non è una di quelle ricorrenze che a volte, che so, arriva un po' in ritardo e magari ti fa spettare sotto la pioggia con l'ombrello destrutturato. Il 25 aprile non arriva mai tardi né prima, arriva esattamente il 25 aprile. In un certo senso, è un modello di precisione. Un faro, in questo modo vessato dall'approssimazione. Molti mentono, e menti moltono, mi farete notare voi. E lo fareste a ragione. Ma il 25 aprile, ricordatelo, non fa né l'una né l'altra cosa. Anche durante gli anni più tristi e impegnativi lui non ha mai fatto mancare la sua presenza. Quanti di noi sono stati delusi da questo o quel potente che ci fissa sempre un appuntamento che non onora mai? e quanti immaginavano che le guardie giurate avessero un certo turno, e invece si sono presentate di sorpresa, mandando all'aria il colpo perfetto? Il 25 aprile non fa mai uno scherzo del genere. Lui arriva dopo il 24 aprile e prima del 26 aprile. Ecco, è uno che non tenta di fare il furbo, non prova a scavalcare qualcuno scusandosi con un puerile "la mia presenza qui è giustificata dal secondo principio della termodinamica". Il 25 aprile attende pazientemente che il 24 aprile si faccia da parte. Non è come, che ne so, il 29 febbraio, che soffia il posto al primo marzo ogni 4 anni. Quindi mi sembra giusto festeggiare questo 25 aprile, perché mica tutti i giorni dell'anno sono come lui.
Vorrebbero, certo.
Però.

giovedì 19 aprile 2007

REPUBBLICA IN SCIOPERO PER UNA SETTIMANA


E una volta sono stati rapiti in Afghanistan.
E una volta sono in sciopero.
Quelli di Repubblica non sanno più quali scuse trovare per non lavorare.

martedì 17 aprile 2007

LA ROSSA DI BERLUSCONI E' ANGELA SOZIO!


Oggi pubblica le foto di Berlusconi in Sardegna attorniato da galline - cosa c'è di strano? ATTENZIONE
La rossa è CHIARAMENTE Angela Sozio, già cafona smutandata in vasca idromassaggio del Grande Fratello 3. Vedrete che simpatica bagarre si scatenerà.
Prevedo fitta corrispondenza fra Veronica Berlusconi e svariati quotidiani e divorzisti.

giovedì 12 aprile 2007

QUALCOSA ESCE DAL CULO DI PARIS HILTON


Cosa fa misteriosamente capolino dalle chiappe di Paris Hilton?
Cerchiamo di scoprirlo. (cliccate sull'immagine, la vedrete meglio)

lunedì 9 aprile 2007

GESU' CRISTO INCONTRA IL DOTTOR HOUSE

Gesù è seduto su alcune acque in attesa che arrivi il dottor House, che è in ritardo come al solito ma ognuno ha la sua croce.


House: oh. Salve. Belle mani. Un po’ rovinate, eh.

Gesù: lascia che ti tocchi quella gamba.

House (infilando i guanti di lattice): sì, certo. Infatti avevo proprio voglia di farmi palpare una coscia. Ora però vediamo un po’ l’interno di quelle ferite.

Gesù: sei dunque come Tommaso?

House (guardandolo negli occhi): non sta a me giudicare cosa fai con chi nel tuo tempo libero. Ma NO, non sono come Tommaso.


DATE UN VOTO A QUESTA COSA.

se piace NE FARO' UNA COMPILATION.
grazie a tutti.
Ha suonato in una stazione della metropolitana di Washington per 43 minuti, più o meno ignorato da tutti i frettolosi viaggiatori, e guadagnando a malapena 32,17 dollari. Eppure Joshua Bell non è un musicista da strada come tanti, anzi non è neanche un musicista da strada, è uno dei più grandi violinisti del mondo...
[il resto lo trovate qui]

Ma perché, pensavano che un barbone beccasse i soldi per la bravura?
L'unica cosa che questo 'esperimento' dimostra è: meno male che per vivere Joshua Bell non deve chiedere l'elemosina.
Il contesto è tutto. Tu non sei un gran violinista solo per quello che vali. Non siamo in un film di Polanski. Sei un gran violinista perché hai uno Stradivari del 1731 in mano, e intorno hai la filarmonica di Vienna. Insomma l'abito fa le pentole e pure i coperchi.
C'è un barbone che conosco - un vero barbone, mica questo smidollato qui - che sa suonare la fisarmonica. Ripulitelo e mettetelo accanto a Raul Casadei. Vedete se non si trova qualche velina che gli chiede di chiavarla per fare carriera.
Ma poi, appunto, è facile fare il barbone virtuoso del violino, quando sei Joshua Bell e sei abituato a mangiare. Prova a dormire veramente in un cartone la notte, e vediamo se non ti si intirizziscono le dita. Che spaccone!
Grazie che la gente l'ha ignorato.


Passante: ehi tu! Tu col violino!
Joshua (uh finalmente qualcuno mi ha riconosciuto!!): dimmi! dimmi!
Passante: come mai non puzzi di piscio.

domenica 8 aprile 2007

La Pasqua di resurrezione

La famiglia di Soy si regge da generazioni sull’ateismo. Ogni anno, però, il padre di Soy porta a spalla una statua del cristo morto durante la processione pasquale del quartiere. Dice che è la tradizione.

Lo faceva suo padre e il padre di suo padre e lo fa anche lui. E bestemmia la madonna sotto il peso della statua di legno massiccio.

Il nonno di Soy ogni anno, a tavola, fa la benedizione con la palma. Ci sono 18 atei che lo ascoltano. L’anno scorso ha cominciato dicendo: “mannaggia a chillu strunz di G.C. che mi ha fatto venire la leucemia. Però sono ancora vivo”.

Quest’anno si stava schiarendo prima la voce in bagno e faceva le prove. Poi è uscito ghignando, dirigendosi verso la sala da pranzo.

Ha esordito dicendo "dio Gesù vi benedice dal cielo, MA IO vi benedico dalla terra, che è meglio"

Poi ha detto: “per colpa di G.C. i ragazzi non hanno più i sentimenti stabili e il senso della famiglia” e ha puntato la palma contro Soy, recente sfasciafamiglie. Poi mancava l’acquasanta, e lui ha messo la palma sotto l’acqua e l’ha benedetta lui. “Tanto è lo stesso”.

Poiché la benedizione precede il pranzo e tutti hanno fame, di solito la famiglia di Soy interrompe il nonno perché vuole mangiare. Allora il nonno si indigna e dice che se non fanno il segno della croce non possono mangiare.

Immaginate 18 atei che cercano di fare il segno della croce.

"Vabbè non siete buoni. Almeno lasciatemi cantare la canzone di Capodrise (luogo in cui è nato) che vale lo stesso"
Dopo aver finito la canzone lancia in aria le pillole della leucemia e le inghiottisce al volo.

sabato 7 aprile 2007

Riccardo Scamarcio incontra il dottor House

Personaggi e interpreti:

Gregory House, M.D - specializzato in analgesico Vicodin

Allison Cameron - collaboratrice del dr. House, specializzata in malattie infettive e palesemente innamorata di House

James Wilson - oncologo, unico e migliore amico di House

Valeria Golino - fidanzata di Riccardo Scamarcio e attrice con voce da rottamare

Riccardo Scamarcio - solo se stesso




Riccardo Scamarcio è seduto sul lettino e aspetta di essere visitato. Mentre era a Trenton, New Jersey, per reclamizzare il suo ultimo film è caduto da un balcone salutando la folla in delirio e subito dopo si è sentito inspiegabilmente male. Le ragazzine di sotto lo hanno quasi sbranato. Una ragazza si è strappata un seno appena rifatto e glielo ha tirato su una mano, perché non riusciva ad avvicinarlo. Un’altra, con la scusa di attutirgli la caduta, si è gettata sotto di lui ed è riuscita a farsi penetrare dal suo portachiavi.

Erano passati tanti anni dall’ultima volta che Scamarcio era caduto da un balcone. Aveva quindici anni, e aveva giurato a se stesso che mai, mai più sarebbe caduto da un balcone. “Da grande sarò un uomo capace di restare in piedi su un balcone. Vedrai mamma, vedrai” aveva detto all’infermiere che tentava di tamponare la fontana di sangue che gli usciva dal suo sopracciglio migliore.


“La fortuna di quel ragazzo era di abitare a un piano basso. Vedete, uno studio apparso sul numero di aprile della rivista Altitude and Balcony ha mostrato che, quando si abita a un piano basso, le probabilità di ferirsi in caso di caduta sono realmente molto basse. Questa è una bella notizia per quelli che, come il ragazzo, sono ammalati della ‘sindrome di caduta dal balcone’” Il medico di famiglia degli Scamarcio, che segue ancora oggi Riccardo leggendogli i copioni.


Dopo la nuova crisi di Trenton, si è reso necessario un ricovero immediato al Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, dove di turno era il dottor Gregory House, M.D.

House è appena entrato. Fra dieci minuti scadrà il suo turno e finalmente potrà zoppicare verso casa.

House (lo guarda, espressione irritata): oh mio dio, basta con questi scherzi!

Scamarcio: ?

House (va sull’uscio e apre la porta): la piantiamo o no? Chi ha messo di nuovo un manichino al posto del paziente? Stavolta non ci casco, niente diagnosi di catatonia (fa per andarsene)

Scamarcio: dottore, no! Si fermi! Non sono un manichino!

House (stupito, rientrando): prodigioso. Ora vi hanno anche programmato per avere una coscienza. (rientra, chiude la porta).

Scamarcio: sono un attore.

House: ah, allora abbiamo anche la diagnosi. Buona giornata ragazzo. (fa per andarsene)

Scamarcio: …

House (fermandosi): aspetta un momento. (si gira verso di lui). Ho bisogno di un consulto.

Dopo un po’ House si presenta con il dottor Wilson e con la dottoressa Cameron.

House: esimi colleghi, vi presento il nostro paziente, il signor… com’è che ti chiami?

Cameron lo guarda e viene. Il pavimento si allaga e Wilson scivola e si rompe il coccige. House ride, ma solo finché regge il suo bastone. Tutti sono sdraiati per terra, Wilson si tiene il sedere, House si lamenta della gamba e si mette un bavaglio con su scritto ‘non baciatemi, datemi il Vicodin’.
Cameron ha afferrato Scamarcio e sta per fargli un prelievo di liquido seminale.

House (da terra, facendo palloncini col Vicodin): dottoressa Cameron, mi spieghi che protocollo sta seguendo.

Cameron: normale routine. La mia diagnosi è che il paziente soffre di disfunzione erettile. Sto solo verificando la sua fertilità.

House: i sintomi sono altri, a dire il vero. Se mi aiuti a rialzarmi li posso scrivere sulla mia lavagna.

Scamarcio: non sono un rettile

House: su, devi solo continuare a lavorarci.

Cameron: House smettila. Fammi prendere bene la mira.

Scamarcio: da piccolo ho fatto tiro con l’arco.

Wilson, mano nel didietro, guarda Scamarcio e pensa che quello che ha sul collo sia un tumore con gli occhi verdi. House riesce a rialzarsi e ad afferrare Cameron prima che porti a termine il prelievo. Cameron lo guarda come se le avesse fatto perdere la sua ultima possibilità di maritarsi.

House (polverizzando il Vicodin e sniffandolo su un ripiano): allora, ricapitoliamo i sintomi. Occhi verdi, riccioli, si dichiara bravo attore. Dice di non riuscire a usare correttamente i balconi. Cadi sempre di sotto, vero giovanotto? Cosa capiamo? Su su.
Al volo! (fa finta di tirare qualcosa verso Wilson che si è appena rialzato. Per prenderla perde di nuovo l’equilibrio e ricasca di sedere ululando la sigla della serie)

Cameron: beh… direi una sindrome di Menièr. Insomma soffre di vertigini.

Scamarcio: Mara Venier?

House: può darsi, ma se lo guardi da vicino cosa vedi? Su avvicinati Cameron.

Cameron (avvicinandosi e annusandolo): House sei un bastardo. Ora sto ovulando fuori tempo. Pagherai anche questa.

House (mettendo il Vicodin nel microonde): oh-oh. Alla dottoressa Cameron si stanno gonfiando le mammelle, vedo. Quanti ovuli stai preparando? 15-16? Approfittane, giovanotto. Ora come ora potresti diventare padre solo toccandole il naso.

Scamarcio: Step non sarà mai padre.

House: Step? E chi è? Quello che comanda, fra voi due? Sdoppiamento di personalità. Aggiungiamo anche questa sulla lavagna.

Cameron: House fammi fare questo benedetto prelievo dello sperma.

House: so cos’hai in mente. Vuoi modificarlo geneticamente per ottenere un dna normale e poi iniettartelo in quelle tube in subbuglio. Stupida. Come se non ci avessi mai provato prima.

Cameron: non puoi biasimarmi. Guarda che occhi. Sembra quasi Kim Rossi Stuart.

Scamarcio: Kim. Dov’è. Eccolo, lo vedo! È dappertutto! Aiuto! Aiuto!!

House: delirio schizoide. Credo che non tornerò a casa per cena.

Cameron: facciamogli una Tac Total Body.

House: d’accordo. Ah, ed escludete la testa. E’ inutile.

Scamarcio: lui si chiama Kim. Io mi chiamo Riccardo. Capisci? Io RICCARDO, lui KIM. Lui si chiama più giovane

Cameron: disprassia verbale con eloquio ipofluente. Non riesce a parlare correttamente.

House: no, non ci siamo. Quello ce l’aveva prima di entrare qui. Ho visto i suoi film. Tutti e due. Niente Tac.

Scamarcio si agita e per farlo calmare devono dirgli che recita benissimo e che è pronto per il Coriolano di Shakespeare in jeans. In quel momento irrompe Valeria Golino, che è arrivata all’ospedale da Roma seguendo le tracce dei diari delle quindicenni.

Golino: cos’è successo? Che cos’ha il mio Riccardino?

House (chiedendo a un tubetto di Vicodin di sposarlo): quante volte vi ho detto che dovete oliarla, quella porta. Ah no, è la voce di questa qui.

Golino: cos’ha??? Che cos’ha??? Cosa state facendo?

House: niente. Siamo seduti qui perché questo qui è un gran conversatore. Siamo seri.
Cerchiamo di scoprire di cosa soffre. La smetta di usare quelle corde vocali incrostate contro di me.

Cameron: ultima ipotesi: cade dai balconi perché quando si sporge il troppo gel nei capelli lo sbilancia.

House: ci sei quasi. Il gel c’entra. Tre metri sopra il cielo.

Wilson (invidiando il coccige della Golino): Secondo me ha un tumore al copione.

Cameron: che diavolo significa Tre metri sopra il cielo. Che roba idiota è.

Scamarcio: vero, che roba è.

House: E’ un film. Ma come si può fare un film con questo titolo. Pensateci. E poi, lo avete letto il libro? Andiamo. Nessuno ci avrebbe mai recitato. Ma lui sì. Perché?

Golino: glielo chiedo da quando lo conosco.

House: ha fatto quel film perché si sentiva basso. È ossessionato dalla sua statura. Allora cosa fa, quando sta su un balcone? Sale inconsciamente sulla ringhiera e cerca di salire più in alto. Ma cade di sotto. E credo che non sia nemmeno l’unica cosa che fai senza pensare, eh?

Scamarcio: sento cosa dice il mio agente

House: Ragazzo tu non hai niente di sbagliato. E, anzi, ti auguro di riuscire nel tuo scopo. Firma qui. Ti dimettiamo.

Scamarcio: un autografo? Certo. Guarda anche il mio prossimo film.

House: ti hanno detto che farai un altro film?

Golino: certo.

Scamarcio: certo.

House: tutti mentono, ragazzo.
Ora devo andare.


Un clacson di macchina strombazza in lontananza. E’ un tubetto di Vicodin che sta aspettando il dottor House con nervosismo. Sono in ritardo per la partita di baseball.


réclame

Cameron: House, mi avevi detto che c'entrava il gel.
House: ok, ora puoi smettere di ricordarmi tutto quello che faccio.


sigla

nero

giovedì 5 aprile 2007

PRECEDO LA GIALAPPAS

Oggi, per i pochi che non lo sapessero, è il compleanno di Alessandro del GF.
E come hanno pensato di festeggiare, quei cervelloni degli autori? ma con una bella sorpresa! Come ogni compleanno che si rispetti hanno dunque predisposto una torta e un regalo. Il regalo era IL CORPO DI MELITA, la torta era la torta.
La procace ragazza si è messa allora dietro una specie di tendina in una stanza e si è accucciata ad aspettare il suo momento, con questa gigantesca torta candelata in mano.
Alessia: Alessandro, guarda davanti a te, c'è un monitor. Cosa vedi?
Alessandro: ...
Alessia: su, dai
Alessandro: ...
Alessia: vedi una torta, no?
Alessandro: ... ah sì. una torta.
Alessia: bene. e che cosa ti fa venire in mente quella torta?
Alessandro: ... non lo so... il compleanno di Melita? ...
Alessia: ...
Alessandro: ... uh no aspetta ...
Alessia: Alessandro... lasciamo perdere... alzati dai, avvicinati a quella parete trasparente, va...

IL COMPLEANNO DI MELITA? COME DIAMINE GLI E' VENUTO IN MENTE.
La spiegazione è semplice, miei piccoli Yersinia pestis. Gli autori hanno spiegato tutto ad Alessandro per parecchie ore. "Tu allora vedi Melita con la torta ed esulti, perché è il tuo compleanno e perché le sue tette sono quello che sono, mi segui?" "tette, sì. Cos'è un compleanno?". Ora la testa di Alessandro è composta da una miscela di azoto al 78 % di azoto e ossigeno al 21 %. Il resto sono gas inerti e pulviscolo atmosferico. Il ragazzo si è confuso e ha spiattellato tutto l'imbroglio alla prima occasione. D'altronde Alessandro si confonde facilmente.
E' uno di quelli che comincia la barzelletta dicendoti il finale, e quando tu gli vuoi dare un cazzotto in testa rinunci perché non ha senso colpire un organo morto.
Quando arriva Melita con la torta, li separano con un vetro di plexiglas che lui tenta di sciogliere con l'alito. Melita dice solo cose come "Oh Madonna, oh Madonna", il massimo che lui riesce a fare è dirle "Che begli occhi" e, salutandola, "ma tu lo sai cos'è un compleanno?"

E' uscito Massimo, che entra a far parte della storia. Nessuno sarà mai rosso come lui.
cuorcontento "se lo maschero da agnello e poi lo appendo a un gancio, nessuno dovrebbe incriminarmi. Siamo a Pasqua"
randomante "sì ma devi prima convincerlo che sta bene vestito da capretto"





valentina
"non immaginavo che parlare bene è una mia qualità"
randomante "sono d'accordo"


A Valentina oggi quasi si vedevano le tette.



cuorcontento
: uffa, non ce la faccio più
randomante: dai, la bara è leggera.

mercoledì 4 aprile 2007

martedì 3 aprile 2007

QUATTRO PARETI E NON HO ANCORA SBATTUTO ABBASTANZA LA TESTA -(daveblog è venuto a trovarmi ma non ha avuto il coraggio di firmarsi)

Allora io abito con due persone e un ricchione. Questo qui non solo è frocio ma è pure grasso e stonato. Lo so perché la sera, prima di addormentarsi, tenta di cantare. Fa come dei gorgheggi, dei vocalizzi che dovrebbero rompere i bicchieri ma spaccano solo i miei zebedei, perché vivo proprio nella camera accanto alla sua. Ora, caro il mio calabrese che vieni dalla Sila - io mi rendo conto che tu vivevi fra le montagne e laggiù, nelle vallate, i tuoi acuti da ricchione che tenta di farsi sparire il pomo d'adamo raggiungendo ottave da donna non disturbavano nessuno, ma qui siamo in una città. Una metropoli e, soprattutto, qui sei proprio confinante con me.

(nick e nomi sono di pura fantasia)


RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

Ivano sta STARNAZZANDO

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

da UN'ORA al telefono

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

quando ride i suoi SINGHIOZZI scuotono LE CATERATTE del cielo

Sun of York scrive:

(ride)

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

io lo sgozzo, quel maiale

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

(rabbia)

Sun of York scrive:

ma che fastidio ti dà

Sun of York scrive:

PROVA A SCHIOCCARE LE DITA

Sun of York scrive:

VEDI, FUNZIONA?

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

(uhm)

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

PURTROPPO NON STA RUSSANDO COME UN CATERPILLAR

Sun of York scrive:

PECCATO, DOVRAI ESCOGITARE QUALCOS'ALTRO

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

ti giuro, mi sembra una scimmia urlatrice.

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

non riesco quasi a concentrarmi

Sun of York scrive:

se ti infastidisce tanto, diglielo

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

e che gli dico

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

smettila di fare la POIANA?

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

eh ora sta pure parlando con marta

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

IN PIENO CORRIDOIO

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

in modo da AMPLIFICARE i suoni

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

maledetto maiale

Sun of York scrive:

ma perchè non ti fai forza e gli parli in modo gentile

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

ma cosa vuoi che dica

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

qui non è un russare

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

che uno può opporsi

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

o la musica ad alto volume

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

qua si tratta di dirgli RIDI A BASSA VOCE

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

non è NORMALE

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

non è previsto un articolo di legge condominiale contro LO SGHIGNAZZARE

Sun of York scrive:

ma secondo me un po' esageri

Sun of York scrive:

non sarà così terribile

Sun of York scrive:

è solo un po' casinista

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

eh

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

DOVRESTI SENTIRLO ORA

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

sembra drogato

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

non so che ha passato

Sun of York scrive:

ma anche marta fa casciara

Sun of York scrive:

?

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

qualcuno deve averglielo messo nel culo di fresco

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

marta lo incoraggia

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

sai è sempre bello veder ballare l'orso

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

qualcuno dovrebbe togliergli le batterie

Sun of York scrive:
sempre dal culo, immagino
RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:
OVVIAMENTE

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

è rientrato in camera

RanDomine - Fattore S - Sense of Tumor scrive:

ora vado a bussare alla sua porta con un piccone

Piuttosto che le sue stecche io preferisco i litigi che vengono dall'altro muro. Nella casa accanto infatti c'è una coppia che litiga ogni sera e questa situazione mi è molto utile perché i due litigano in inglese e io faccio pratica con la lingua. La terza parete è invece quella che dà sul balcone mentre la quarta dà di nuovo nella casa, ove riecheggia il busone. Quando le due persone si riuniscono con lui per mangiare in cuncina, sento ridere anche quando non li spio, e il culattone, in particolare, è quello che ride come un cavallo. Quando si spacca un piatto che sta lavando ringrazio dio per il bel suono. Come posso fare per fargli capire che non è Milva, che non possiamo continuare così. Non sopporto che qualcuno la mattina mi saluti in falsetto. Ma poi, che cazzo di canzoni canti? non si capisce. Ti metti le cuffie per non sentirti e canti.
Io non penso che Gesù sarebbe orgoglioso di lui.
Sapete qual è il brutto della faccenda? Che questo qui mentre scrivo è ancora vivo.